Mio figlio è un “perditempo”

Scrivono Paola e Luigi:

“Siamo genitori di Giacomo che ha 7 anni. Caratterialmente è sempre stato un “perditempo”, nel senso che nel momento in cui gli diciamo di svolgere una qualsiasi operazione, tipo vestirsi, lavarsi, lui deve sempre prendere tempo fino al momento in cui, dopo svariate decine di minuti, lo si obbliga sgridandolo. Naturalmente la stessa cosa succede nel momento in cui deve fare i compiti che così diventano infiniti. Anche dopo avergli spiegato più volte che deve ubbidire, ascolta per un giorno, poi ritorna sui suoi passi e torna ad essere perditempo come prima. Non riusciamo a trovare un modo valido per farci ascoltare e vorremmo un consiglio.” 

 
Risponde l’esperto:

 
Cari Paola e Luigi,

ciò che noi chiamiamo perdere tempo per i piccoli significa fantasticare, trasgredire alle regole, resistere alla praticità del mondo adulto in cui una cosa si dice e si fa. In quest’ottica ognuno di loro nasconde in sé un “quid” unico: occupatevi di osservare e riconoscere in Giacomo le cose originali che fa e stimolatelo a svilupparle in modo che lui possa realizzare se stesso. L’ubbidienza seguirà come risposta amorevole all’attenzione incondizionata che dimostrate nei suoi confronti.